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> Città di Fès

Capitale intellettuale, capitale artigianale, la più imperiale fra le città del Marocco, perla del mondo arabo, Fès è il luogo delle sensazioni capitali.

Che si vada a caccia dei tesori di una civiltà, come ad Atene o Firenze o dell'inesauribile splendore di una vita generosa e ricca di sorprese, o della sensualità del sole, dei colori e dei sapori, Fès è il posto dove trovare ciò che si cerca.

Qui nessuno sa dove finiscono i piaceri dello spirito e dove cominciano quelli dei sensi.

Fès con la ricrcatezza dei suoi palazzi e dei suoi musei e con la sua vivacità, è una città unica che invita ad un'infinità di esperienze.

Fès, la più imperiale delle città imperiali.

Prima capitale del regno nell'808 con Idriss II, poi altre due volte, nel XIII° secolo sotto i Merinidi e nel XIX° secolo durante il regno di Moulay Abdallah, centro spirituale e culturale del Marocco tradizionale: Fès è una città multipla, unica per il suo splendore. Oltre alla città europea costruita dopo la prima guerra mondiale, fès si sdoppia in Fès el Jédid("la nuova") e Fès a el Bali (" l'antica").

E Fès el Bali si sdoppia a sua volta in due quartieri. Nell'anno 818, parecchie centinaia di famiglie mussulmane, scacciate dall'Andalusia dalle armate cristiane, s'istallarono sulla riva destra dell'uadi Fès. Sette anni più tardi, 300 famiglie Kérouanaises si stabilironosulla riva opposta. Gli Arabi d'Andalusia portavano con sé l'arte e il sapere di una civiltà all'apice della propria gloria. Il quartiere degli Andalusi colpisce per il suo splendore e per la ricchezza degli edifici. I palazzi rivaleggiano nelle decorazioni: boiseries scolpite, bronzi cesellati, zelliges policromi, mouchearabiehs, colonne e decorazioni in gesso...

A due passi, la porta monumentale della Moschea degli Adalusi invita i fedeli al raccoglimento. Segnalata dal suo minareto verde e bianco, la médersa el Sahrij (1321) rifulge in tutto il suo splendore. Tutte le médersa celano una corte lastricata di marmo o d'onice che si scorge dalle porte socchiuse ed appare come un tempio di luce. Da una finestra sfuggono voci salmodianti di fanciulli. Che sa ascoltare sente vibrare come corde di violino i legami che uniscono un popolo e la sua cultura, la terra e il cielo, la materia e lo spirito.

Ai Kérousnais, si deve l'imponente quanto splendida moschea el Qaraouiyyin, dal tetto scintillante di tegole smeraldo. E' il centro universitario più antico del mondo occidentale, nato prima di Oxford e della Sorbona e tutt'ora uno dei principali poli intelletuali del Maghreb. La sua biblioteca, una delle più vaste del mondo, ospita 30000 volumi ed un suprbo Corano del IX° secolo. Fondata nell'857 e gradualmente ampliata fino al 1317, costituisce un atto di fede, un sogno di pietra e di fervore.

Quando i Mèrinides presero il potere nel XIII° secolo, trovarono Fès el Bali troppo piccola per contenere i palazzi con cui desideravano esprimere la propria manificenza. Li costruirono quindi fuori dalle mura aggiungendovi giardini, mosche, scuole coraniche, souks... E' nata così fès la nuova o Fès el jédid. La grande strada dei Mérinedes e la piazza degli Alaouites ne costituiscono il centro nevralgico. Dar el-Makhzen, il palazzo reale dalle porte dorate, si affaccia sulla spianata dove inizia la strada Bou khessissat con le sue case in legno e fero battuto.

A qualche centinaio di metri, il cimitero israelita dalle tombe immacolate è un'oasi di silenzio nel cuore di Mellah, il quartiere ebraico. Le botteghedegli oreficisono nella vivacissima gran via dei Mérinides, che attraversa questa isola del XV° scolo. Il Petit Méchouar circondato dai bastini porta al quartiere di Moulay Abdallah, al Vieux Méchouar e ai suoi giardini. Il fruscio del fogliame sembra confidare ai passanti la lunga ed appassionata storia del quartiere. Riservatoun tempo alla parate reali ma aperto oggi al pubblico, si affaccia su Bab Al Makina, dove si fabbricano dei tappeti artigianali. A sud di Fés el Jédid si stende la città moderna da viali spaziosi. L'attraversa da un capo all'altro lavenue Hassan II dove fogliame e fontane giocano con la luce.

La visita di Fès è una passeggiata così incantevole che vien voglia di farla due volte. All'alba, nella luce che sorge dalle colline e al tramonto quando il sole inzuppa di ocra e di rosso le cascate di tetti e di cupole. Visione imperiale, che si incide nella memoria come un dolce invitro a ritornare.

Quando si contempla la dolce pendenza di tetti, oltre le tombe dei Mérinides, non si penserebbemai che Fés in realtà racchiude una tale agitazione. Il modo migliore per visitarla è camminare senza fretta e senza meta, di lasciarsi trasportare dai sensi. Lana soffice, bicchiere di te bollente, profumo di piante aromatiche e di salamoia nel souk dei droghieri, incantesimo colorato delle matasse appese nel souk dei tintori, sapor di spiedini e di pasticcini al miele, vociare d'uomini, rumori sordi di utensili.... Perdersi in questo labirinto di stradine, scale, passaggi, volte e vicoli cechi è il modo migliore per condividere il fascino e l'autenticità di un mondo gelosamente protetto.

Il Marocco dei boschi e delle sorgenti

Laghi dalle acque chiare, foreste di un verde profondo, montagne imponenti del Medio Atlante: la regione di Fès svela un Marocco insolito, sconosciuto e sublime. Basta fare qualche chilometro per passare dai rumori della città alla pace dei grandi spazi. A partire dal magnifico golf di Fès, un "concentrato di natura" messo in scena magistralmente da Cabell B. Robinson. Più avanti le bertucce si divertono a fare acrobazie fra i rami degli immensi cedri secolari dell'Atlante che ospita le ultime pantere maculate. Ogni stagione, ogni ora ha un colore e una vibrazione particolare: bianco candore d'inverno, verde tenerezza di primavera, alba azzurrina, crepuscolo fiammeggiante...

Imouzzer du Kandar
Appollaiato a 1345 metri, questo delizioso villaggio berbero respira una pace profonda, tranne il lunedì, giorno di souk. Fate una visita alle strane abitazioni sotterranee della casbah degli Ait Serghouchen. Partite per escursioni emozionanti alla scoperta delle sorgenti che sgorgano vicino al villaggio. Arrampicatevi fino allo djebel Abad, 1768 metri, punto culminante del Kandar. Ovunque ci si giri, che spettacolo! La calma pianura del Sais, i tetti piatti di Fès punteggiati di minareti, Meknès appollaiata sulla sua collina, le montagne del Rif...

Sidi Harazem
Le virtù di questa sorgente d'acqua calda magnesiaca erano già note ai tempo di Leone l'Africano, geografo arabo del XVI° secolo. Oggi, queste acque dispensano i loro benefici nel comfort di una moderna stazione termale. Fra un bicchiere e l'altro, appuntamento alla Koubba bianca di Sidi Harazem. In mezzo agli eucalipti, le palme e gli oleandri c'è un'antica piscina sacra, copera da una cupola. Svoltate fino alle gole di Sebou, lungo la strada si succedono dei belvedere mozzafiato su Fès, il Rif, il Medio Atlante e sulle stesse gole, dove l'Uadi Sebou si scava il percorso nel calcare rossastro.

Ssfrou
Ospitale e tranquilla, Sefrou illanguidisce fra i frutteti a 850 metri di altitudine. Al riparo dei vecchi bastioni, le stradine tortuose si aggrappano alla roccia. Oltre la Koubba di Sidi Ali bou Serghine, si abbraccia la pianura, larga e verdeggiante. Sorgenti, fiumi, cascate, vi trascinano nel regno delle acque vive.

Taza
Fondata nel X° secolo dai Berberi, passaggio obbligato dalle terre fertili dell'Uadi e le steppe del Nord, Taza fu una cittadella ricca e fiera. Nella cittàantica, che sorg a strapiombo sulla città moderna, abbondano monumenti, meraviglie e curiosità: le mura del XII° secolo, il bastine dell'antica casbah, il mercato del grano, i souk dove si comprano stuoie, gioielli, tappeti fabbricati nelle montagne dai Berberi Béni Ouarain, lo stupefacente minareto svasato dalla moschea del Mercato, Dar el Makhzen, la Grande Moschea che contiene uno dei più spettacolari lampadari a olio del Marocco, forgiato in bronzo con ben 514 ampolle... Dopo il fascino della storia ecco le bellezze naturali. La regione di Taza è magnifica. Foresta di sugheri, cedri, felci giganti, sorgenti, cascate e laghi, lo djebel Tazzeka è così incantevole che è stato consacrato parco nazionale.

Da non perdere

L'appuntamento dei Gourmet.
Fès, grande capitale, è anche capitale della gastronomia. E' la culla della pastilla leggendaria e succolenta:una pasta sfoglia leggera come un foglio di seta che racchiude un delicatissimo trito di piccione, zucchero, mandorle e spezie

I Tesori Blu del Dar-Batha.
Vicino alla splendida médersa Bou Inania, il museo di Dar-Batha trabocca di tesori. Ammirate la collezione di ceramiche, le più belle del Marocco, sono prodotte con la tecnica e l'arte fassi. Il celebre " blu di Fès" fa di solito da sfondo alla decorazione dove si incastrano motivi geometrici o stili diversi, all'infinito.

Il Fondo dell'Abisso.
Vicino a Taza, l'abisso di Friouato sprofonda per 180 matri. Una scala scende fino ad un autentico palazzo sotteraneo. Saloni e gallerie sembrano abitate da strane immagini. Sono le stalattiti, le stalagmiti e le formazioni calcaree che spuntano dalle pareti. Una fiaba minerale.



 Fès 
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